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ESTIKAZZI

Chiusa una porta, murala

Quandoleihacapito

Esiste una situazione sentimentale  in cui ci si spersonalizza e si diventa totalmente avulsi da ogni coinvolgimento?

Una trombamicizia è la soluzione. Regole non scritte impongono chiarezza fin dall’inizio, stando attenti  a non superare mai quell’invisibile linea sottile che separa la trombamicizia da un qualsiasi altro sentimento.

Fino a  quando ci si accorge che con quella persona ci si sta  bene anche fuori dal letto e che scambiarsi parole, cibo o liquidi corporei, diventano cura dell’altro.

Essere amati ad esempio.

Ed è allora che la situazione inizia a scricchiolare. L’equilibrio raggiunto in precedenza cede il passo ad un sentimento a senso unico che lascia l’unica cosa sensata da fare:  voltarsi e sparire.

Perché niente è più facile che illudersi : ognuno crede vero ciò che desidera.

 

 

 

 

 

Quandoleièrottalepalle

L’ho fatto. Ho appena consumato un rapporto squallido, squallido ed inutile.

Non volevo andasse cosi, ho tenuto le opportune distanze, lui ,le sue mani, i suoi tentativi di avvicinare le sue labbra alle mie.

Fastidio fisico.

Ma lui insisteva, desiderava avere la conferma che fosse ancora lui lo stallone, che le malattie, gli anni e tutto il resto non fossero altro che situazioni passeggere.

E per certi versi lo sono. Situazioni passeggere. Tranne le delusioni. Quelle cocenti, quelle stupide e banali che tirano fuori la merda che è in te. E dentro di lui ce n’è. Tanta.

Per levarmelo velocemente dalle scatole gli ho concesso tre minuti. Dopo sarebbe dovuto andare via. E cosi è stato. Una liberazione, senso di amara leggerezza.

Non so se la componente “amore” sia rilevante , se sia davvero quella la molla che fa scattare un clic nel  cervello e modificare un rapporto da sessuale a sentimentale

A me basta un buona dose di stima, empatia, un riconoscersi nell’altro. Per me oggi solo amarezza
Chi si contenta non gode, fallisce.

Quandoleie’triste

Non è facile farsi capire, si sa , per me poi resta ancora oggi la cosa più difficile del mondo . 

I miei  patetici tentativi di aiutare un amico in  difficoltà mi hanno solo portato a  non essere un’amica  ma solo una cattiva persona . Che è anche peggio. 

Essere alice nel paese delle meraviglie  ha significato caricarsi di  problemi altrui , passando per una falsa mistificatrice . Io . 

Aver aperto un varco nel mio granitico muro di cinismo non ha funzionato . 

Chiudere con tutto mi allontana dalla sofferenza . Ancora una volta non ho imparato la lezione . 

Quandoleie’mbriaca

Gli ho scritto ieri sera solo per fargli sapere che in quella foto aveva davvero una faccia da culo. Potevo evitare.

Non credevo avesse più il mio numero, proprio come io non avevo più il suo. Invece l’ho ritrovato e rimemorizzato.  Io. Et voilà, era proprio li. Lui.

Era la stessa identica persona di sempre. Insicuro, perplesso,egoistaperbenista , furbescamente vittima di chissà chi o cosa, manipolatore scaltro delle proprie inesistenti fobie. In una parola, un paraculo. Tutto in una piccola, insignificante foto.

Cosa mi ha spinto a scrivergli una cazzata così , tanto per puntargli un inutile indice contro agrattisse? Semplice, il Pampero.

Quandoleinondorme

E’ notte fonda e non riesco a dormire. Maledetta insonnia.

Cambio posizione di continuo: pancia sotto senza cuscino , di fianco abbracciando il cuscino. Niente 

Provo a conciliare il sonno utilizzando qualche bel ricordo ,noi due mezzi ubriachi in cucina, sul divano, tv, coccole e chiacchiere, mangiare bere e fare i conti ( sempre con se stessi) . Ora che ci penso riesco a malapena a ricordare il tuo sorriso che magari  non sarà più  neanche lo stesso. Amarezza.

Allora provo con Claudiolabestia, di noi a fare quattro risate , la sua pseudo affascinante filosofia da malato terminale, sempre troppo malato e sempre troppo egoista per ricavarci un ricordo buono. Amarezza.

Allora  allungo  una mano e  ti trovo li, il pelo caldo e morbido e sempre pronto per le coccole . Non ho dubbi

Un cane e’ per sempre . 

Forse non lo sai ma pure questo e’ amore

E’ stato solo ieri che ho finalmente capito com’è un uomo innamorato.

Enrico e’ un mio amico, conosciuto da circa un anno . Non è stata simpatia a prima vista . Tutt”altro. Ma quando ho capito che era solo un animale ferito  e non un vero stronzo, allora si, siamo diventati buoni amici.

La sua storia sfigata era simile alla mia, anzi, alle mie, il solito dejavu , lei ( o lui) che fugge e te che resti li a cercare di comprendere quello che in realtà già sai : non ti si caga neanche di striscio

Per  l’ennesima volta, il buon Enrico l’ha ospitata accogliendola nella sua casa e in tutta la sua vita, coccolandola ed amandola nel l’unico modo che conosce , con i suoi occhi felici, un sorriso tenero e tutto l’amore umanamente possibile.

Lui sa che tra poco sarà tutto finito , che per lei non è altro che  un amico che aiuta un’amica . Ma resta. Sta li ed aspetta che accada il miracolo, quell’unico misero miracolo che attende da sempre : essere ricambiato , con gli occhi  felici ,un sorriso tenero e tutto l’amore umanamente possibile.

Hold on 

Non penso a niente . Ho seguito il consiglio del mio amico Andrea , bere fino a non sentire più le labbra. Almeno credo che lo abbia fatto. Ormai  lo sento solo nella mia testa, che mi parla, mi sussurra , lo faccio per non dimenticare il suono della sua voce. Come ogni tanto faccio con quella di mia madre.  

Faccio fatica a lasciare andare le persone che in qualche modo, volente o no , sono entrate nella mia vita . Non riesco a farle uscire. 

Succede solo con i più fortunati , i prescelti ad entrare nella mia cerchia ristrettissima di fantasmi. Alla fine scappano tutti, trattenerli e’ impossibile , perché io lo sono. Impossibile . Ingestibile. Insopportabile . 

Ma io li terrei tutti stretti vicino a me , sorridenti e felici , privilegiati solo per avermi . Vicino, accanto , anche lontano ma trattenermi così come io trattengo loro . Nella mia testa e tra le mie braccia . 

Life is life 

Oggi sono andata in ufficio senza calze, con un vestitino leggero e stivali  ( di Prada perché se vuoi fare la Troia la devi fare con classe) pronta per lui.

Avrei  solo dovuto sfilare il mio minuscolo perizoma et voila’. Scrivania, sedie , muri ,E invece niente , quando si ammala (accade troppo spesso ultimamente) non ce n’è .  

Perché sto raccontando così minuziosamente questa storiellina che a qualcuno sembrerà squallida ? Per ricordare prima a me stessa e poi agli altri che e’ tutto in un attimo.

Ricordi  , sorrisi, sguardi, voglie, scopate appassionate , ferme li, come polaroid nella memoria (che è meglio di qualsiasi assurdo selfie da telefonino) 

La malattia spezza in due ma non  vince e un attimo può valere una vita . 

Ma quando sei felice , facci caso (questa l’ho letta da quslche parte )

  

Parenti serpenti

Ognuno di noi ha una storia , una ragione per cui vivere e combattere, a parte la mera sopravvivenza . 

La morte mi ha insegnato la vita  e mi vergogno quasi ad ammettere che la mia vita e’ iniziata quando quella dei miei genitori e’ finita. 

Fino ad allora ero stata quella che loro si aspettavano che fossi , una santa figlia perfetta. Dopo, solo me stessa . 

Da principio fu solo una dimostrazione di forza, come se , da qualche parte in un qualsiasi universo parallelo , mia madre mi stesse osservando e giudicando. Volevo  solo fosse fiera di  me, riscattare quella patina di perenne sfigata incapace, che negli anni si era calcificata, fino a diventare granitica. 

Ora sono quasi come immagino di voler essere, una donna completa, piena di quelle paure che mi rendono straordinariamente umana

Manca solo una cosa : l’approvazione dei miei genitori 

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