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ESTIKAZZI

Chiusa una porta, murala

Cuore, amore,coglione

cuore

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.

Che non è una cosa cosi, tanto per dire.

Finalmente ho deciso di smetterla di farmi fare del male, tanto per reiterare nel loop infernale del gioco al massacro. Spero duri in eterno questa potente sensazione di dominare la mia mente più di quanto riesca a dominare il mio cuore.

E dirti finalmente che mi hai proprio rotto i coglioni.

 

Quandosifasera

Ripetere ogni volta lo stesso identico copione. Dimostrare a me stessa che si, farmi volere un po’ bene è davvero un’impresa impossibile .

Entrare  li, nel mio confortevole circolo vizioso, lanciarmi all’interno e lasciarmi sbranare, consumare piano piano dagli eventi, dalle delusioni.

Alla fine accade sempre. Che a travolgermi sia quello stesso gioco, quello della verità sbattuta in faccia come uno schiaffo , quella verità che non è bastata a distruggermi la prima volta. No. Ne serve una seconda. E poi una terza.  Quella verità che mi dimostri che è vero, che a cancellarmi basta un attimo, che non sono poi cosi speciale , una  da abbracciare, ascoltare, coccolare e tenere, trattenere. Una da amare

Perchè sicuramente non ne valgo mai la pena.

E non basta sentirsi dire che no, non gli va di aspettarmi neanche una volta  per andare via insieme,  ma che sarebbe bello se gli procurassi il numero della gelataia che lo attizza. Ecco.

Questo basta .

 

ICE CREAM TIME

1 BARATTOLO DA 500 GRAMMI DI HÄAGEN-DAZS (MIDNIGHT COOKIES AND CREAM) 

Se la felicità avesse un sapore sarebbe questo . Ed una luna piena che si rispecchia  nel fiume . 

Non potevamo essere che qualche momento di beatitudine. Di più sarebbe stata follia pura. O un sei al Superenalotto con  la stessa percentuale di riuscita . 

Il tempismo è tutto nella vita, e fermarsi al momento giusto, la salva. 

Una domenica qualunque 

Il tempo si è fermato all’ultimo sguardo , all’ultimo tocco della tua mano sulla mia, alla luna piena che si rispecchiava su quel fiume così vicino da poterlo toccare e così lento  da sentirlo scorrere. All’ultima telefonata . All’ultima foto , quella in cui non c’ero io.

Farò tutto quello che devo , prima di spegnere la luce e ringraziarti per ogni secondo trascorso insieme,  per ogni sorriso, ogni pensiero condiviso ed ogni  chilometro percorso per compiere la cosa che più di ogni altra ti si addice : dignitas.

 

Inviato da iMary

 

Il plurilaureato 2

Stasera tornando a casa ho provato un meraviglioso senso di leggerezza . Chiuso gli occhi e respirato l’aria fresca della sera. Benessere

Le sue telefonate , dapprima opprimenti e sfiancanti come un interrogatorio alla macchina della verità , si sono trasformate magicamente in leggere farfalle svolazzanti nel mio stomaco. Sensazione splendida che come al solito ho subito stroncato pensando di non meritarmela

Ora desidero vederlo, spegnere il cervello e grattare quel dannato muro che mi separa dalla beatitudine . Desidero lasciarmi andare, senza pensare continuamente che si , sarà un errore. Fregacazzo.

Sentirgli raccontare delle stupide barzellette è il sale della vita e ridere alle sue stupide barzellette è facile come dire ” e così sia ”
Inviato da iMary

IL PLURIUREATO

Non mi importa che ora mi chiami, che cerchi di scavarmi dentro come un tarlo alla ricerca di quella me stessa che non voglio mostrarti. Non sarai ne’ il primo e certamente neanche l’ultimo.

Alzo ogni muro possibile, lasciandomi appena un buchino tanto per sbirciarti, per vedere se dall’altra parte ci sei ancora oppure, come immagino, ti sei voltato e hai smesso di parlarmi, di bussare, di utilizzare ogni centimetro cubo della tua immensa materia cerebrale per capire se ci sono o se ci faccio.

Nel frattempo però mi spaventi.

Amati

Ad un certo punto devi mollare

Mollare la caparbietà di un rapporto totalmente ingestibile

Mollare l’ostinazione persecutoria delle persone cattive senza scenderci a compromessi

Mollare l’esuberanza che mettevi in ogni progetto che ormai c’hai un’età , ed urlare a squarciagola , “ok, avete vinto voi”

Che mollare  alla fine  non significa arrendersi , ma prendere atto che la vita non è fatta di battaglie ma di giorni felici di cui non conosco neanche lontanamente l’esistenza.
Quindi  ” don’t worry, be happy”

Disease

Perché la tristezza viene e basta e adesso vorrei chiudere gli occhi e farmi abbracciare 

Perché la stanchezza che provo sta diventando un peso insostenibile 

Perché assorbire come una spugna le parole di ciascuno logora da morire 

Perché i silenzi bastano a descrivere ogni sentimento 

Perche nessuno desidera la mia compagnia , soprattutto io

Perché fare la madre ,la moglie infedele , l’amica che ascolta,l imprenditrice tuttofare  e la casalinga impenitente e basta m’avete rotto le palle 

CONVIVENZE

Gli avevo scritto “amore mio”. Stupidamente presa da un’insana momentanea passione. E questa cosa accadeva circa un mese fa o giù di li. Da allora di noi più nulla. O quasi. Qualche messaggio scontato, telefonate mancate, appuntamenti disattesi  volutamente o no. Di base, il mio desiderio di mollare questa indefinibile cosa, spezzare quel filo sottilissimo che in uno strano modo, ci lega ancora.

Non si può scrivere “amore mio” ad una persona con la quale si condividono a stento un paio d’ore in un’intera settimana. Non si può, è da idioti, da disperati, o da me. Da quelli che aspettano una qualsiasi dimostrazione d’affetto da chi ha capito che dietro questa qui, ci sono io.

Poi, il messaggio-bomba: proviamo a vivere insieme per una settimana?

La cazzata del secolo o la consapevolezza che di quel filo ormai non è rimasto che un misero brandello al quale vuole aggrapparsi a forza. Io no.

 

 

 

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