Cerca

ESTIKAZZI

Chiusa una porta, murala

Disease

Perché la tristezza viene e basta e adesso vorrei chiudere gli occhi e farmi abbracciare 

Perché la stanchezza che provo sta diventando un peso insostenibile 

Perché assorbire come una spugna le parole di ciascuno logora da morire 

Perché i silenzi bastano a descrivere ogni sentimento 

Perche nessuno desidera la mia compagnia , soprattutto io

Perché fare la madre ,la moglie infedele , l’amica che ascolta,l imprenditrice tuttofare  e la casalinga impenitente e basta m’avete rotto le palle 

CONVIVENZE

Gli avevo scritto “amore mio”. Stupidamente presa da un’insana momentanea passione. E questa cosa accadeva circa un mese fa o giù di li. Da allora di noi più nulla. O quasi. Qualche messaggio scontato, telefonate mancate, appuntamenti disattesi  volutamente o no. Di base, il mio desiderio di mollare questa indefinibile cosa, spezzare quel filo sottilissimo che in uno strano modo, ci lega ancora.

Non si può scrivere “amore mio” ad una persona con la quale si condividono a stento un paio d’ore in un’intera settimana. Non si può, è da idioti, da disperati, o da me. Da quelli che aspettano una qualsiasi dimostrazione d’affetto da chi ha capito che dietro questa qui, ci sono io.

Poi, il messaggio-bomba: proviamo a vivere insieme per una settimana?

La cazzata del secolo o la consapevolezza che di quel filo ormai non è rimasto che un misero brandello al quale vuole aggrapparsi a forza. Io no.

 

 

 

Lettera ad un amico 

Ciao Andy, stanotte ti ho sognato. Ed è la prima volta che mi succede dopo più di due anni di alienazione.

Eravamo insieme in una stanza , tu sdraiato sul divano ed io un po’ più in là su una specie di pouf, abbastanza grande da permettermi di stare a pancia in giù e darti le spalle , le gambe piegate ed il braccio destro allungato , quasi a toccare la tua mano . Quasi perché mancavano pochi centimetri affinché potessimo solo sfiorarci . Non ti guardavo perché ero di spalle ed entrambi osservavamo un trasloco, un camion che caricava delle robe.

Non ho capito  il senso del sogno, forse rappresenta il mio stato d’animo, i problemi sul lavoro , il bisogno di parlarti , raccontarti di me, quella che ero , che sono diventata . Che il tempo e le situazioni cambiano, che la sicurezza che avevo inizia a vacillare, che i progetti che ho fatto non erano altro che sogni e che i sogni possono anche sgretolarsi senza che possa farci niente. Quindi ho fallito . E il fallimento fa male, genera tutta una miriade di pensieri che mi si ritorcono contro come un boomerang.

E allora eccomi qui alle 6.30 del mattino a scrivere ad un amico che probabilmente non leggerà mai neanche una riga di questa roba, che non vedo e non sento da più di due anni ma che mi salvo’ la vita oltre dieci anni fa , credendo in me più di quanto abbia mai fatto io con me stessa. E per questo lo ringrazio . Un amico è  per sempre (nei sogni)

(Ed ora che magari ti faccio pena, non fare che mi scrivi)

Quandosifalaguerra

Ci ho fatto l’abitudine. Alle fregature, ai tradimenti. E alla mia inesauribile coglioneria. E non sto parlando di amore, di uomini, donne o amicizie . Parlo di me stessa. Di quella persona che, almeno negli affari, credeva di essere una sveglia. Perchè lavoro tanto, osservo, leggo tra le righe, sento quando c’è qualcosa che non va. Istinto.

Stavolta mi sono fidata.  O meglio, ho voluto fidarmi della persona che avrebbe dovuto curare i miei interessi, non i suoi. E invece eccomi qua. Il nemico è entrato dalla porta principale perchè quella maledetta porta gliel’ho spalancata io, mostrandogli tutto, scegliendolo in mezzo a tanti. Proprio lui, il più esperto, quello che nuota in questo mare da sempre. Da molto più tempo di me. Appunto. Uno squalo che sbrana un pesce rosso.Tanto per placare la mia rabbia repressa, me la sono presa con il suo suv da ottantamila euro, che per lui saranno pure spicci (parafrasando una parola che a quella merda piace tanto)

Ed ora non mi resta che vendere cara la pelle. E quella di un pesce rosso è indigesta.

 

 

Quandoascoltoicoldplay

Le emozioni vanno condivise . Nel bene e nel male. Dopo avergli vomitato addosso di tutto e dopo del buon sesso liberatorio , ieri sera ho finalmente  vuotato il sacco,  scrivendogli semplicemente ” amore mio “. (Parola pesante che giuro non avrei mai  più il coraggio di ripetere)

Sarà stato il momento del coglione o una forma ancestrale di sincerità sepolta chissà dove  , non so , ma sentivo di volerlo fare . E l’ho fatto

Pentita ? Affatto. Non bisognerebbe mai tenersi dentro le emozioni, hanno un’energia esplosiva ed io stavo implodendo come uno stupido petardo scaduto dal capodanno di due anni fa.  Quello in cui non ero nella lista degli invitati ma in quella degli indesiderati.

Sono ormai trascorsi due anni ma sembrano venti. Nessun rimpianto, nessuna amarezza.

Capita  ormai di rado di posare i  miei pensieri su di lui, su di noi, la nostra granitica amicizia che forse cosi granitica poi non era. O forse sì, chi può dirlo? La nostra coscienza forse .

La mia non ne ha avuto mai il minimo dubbio .

Quando non ne ho abbastanza

Non sarà la fine del mondo se non rispondi neanche ad una mail.
Non sarà la fine del mondo lasciarsi andare a qualche lacrima così , di tanto in tanto
Non sarà la fine del mondo convincersi di avere un pessimo carattere

Le fasi di un distacco spesso seguono lo stesso copione.
E ognuna di queste si assaporano sulla propria pelle
Di me, facendo spallucce, ripetendo che ho un pessimo carattere, troppo legata a te e ai tuoi umori. Io.
Si chiama voler bene
Ma prendo atto, come un buon lottatore consapevole incasso e vado avanti . Se avessi un pisello sarei l’anima della festa, proprio come te

Comunque un ciclo della mia vita si è concluso.
Questo è semplicemente un altro.
E va bene così

Quandoleihacapito

Esiste una situazione sentimentale  in cui ci si spersonalizza e si diventa totalmente avulsi da ogni coinvolgimento?

Una trombamicizia è la soluzione. Regole non scritte impongono chiarezza fin dall’inizio, stando attenti  a non superare mai quell’invisibile linea sottile che separa la trombamicizia da un qualsiasi altro sentimento.

Fino a  quando ci si accorge che con quella persona ci si sta  bene anche fuori dal letto e che scambiarsi parole, cibo o liquidi corporei, diventano cura dell’altro.

Essere amati ad esempio.

Ed è allora che la situazione inizia a scricchiolare. L’equilibrio raggiunto in precedenza cede il passo ad un sentimento a senso unico che lascia l’unica cosa sensata da fare:  voltarsi e sparire.

Perché niente è più facile che illudersi : ognuno crede vero ciò che desidera.

 

 

 

 

 

Quandoleièrottalepalle

L’ho fatto. Ho appena consumato un rapporto squallido, squallido ed inutile.

Non volevo andasse cosi, ho tenuto le opportune distanze, lui ,le sue mani, i suoi tentativi di avvicinare le sue labbra alle mie.

Fastidio fisico.

Ma lui insisteva, desiderava avere la conferma che fosse ancora lui lo stallone, che le malattie, gli anni e tutto il resto non fossero altro che situazioni passeggere.

E per certi versi lo sono. Situazioni passeggere. Tranne le delusioni. Quelle cocenti, quelle stupide e banali che tirano fuori la merda che è in te. E dentro di lui ce n’è. Tanta.

Per levarmelo velocemente dalle scatole gli ho concesso tre minuti. Dopo sarebbe dovuto andare via. E cosi è stato. Una liberazione, senso di amara leggerezza.

Non so se la componente “amore” sia rilevante , se sia davvero quella la molla che fa scattare un clic nel  cervello e modificare un rapporto da sessuale a sentimentale

A me basta un buona dose di stima, empatia, un riconoscersi nell’altro. Per me oggi solo amarezza
Chi si contenta non gode, fallisce.

Quandoleie’triste

Non è facile farsi capire, si sa , per me poi resta ancora oggi la cosa più difficile del mondo . 

I miei  patetici tentativi di aiutare un amico in  difficoltà mi hanno solo portato a  non essere un’amica  ma solo una cattiva persona . Che è anche peggio. 

Essere alice nel paese delle meraviglie  ha significato caricarsi di  problemi altrui , passando per una falsa mistificatrice . Io . 

Aver aperto un varco nel mio granitico muro di cinismo non ha funzionato . 

Chiudere con tutto mi allontana dalla sofferenza . Ancora una volta non ho imparato la lezione . 

Blog su WordPress.com.

Su ↑