Quandoleie’mbriaca

Gli ho scritto ieri sera solo per fargli sapere che in quella foto aveva davvero una faccia da culo. Potevo evitare.

Non credevo avesse più il mio numero, proprio come io non avevo più il suo. Invece l’ho ritrovato e rimemorizzato.  Io. Et voilà, era proprio li. Lui.

Era la stessa identica persona di sempre. Insicuro, perplesso,egoistaperbenista , furbescamente vittima di chissà chi o cosa, manipolatore scaltro delle proprie inesistenti fobie. In una parola, un paraculo. Tutto in una piccola, insignificante foto.

Cosa mi ha spinto a scrivergli una cazzata così , tanto per puntargli un inutile indice contro agrattisse? Semplice, il Pampero.

Quandoleinondorme

E’ notte fonda e non riesco a dormire. Maledetta insonnia.

Cambio posizione di continuo: pancia sotto senza cuscino , di fianco abbracciando il cuscino. Niente 

Provo a conciliare il sonno utilizzando qualche bel ricordo ,noi due mezzi ubriachi in cucina, sul divano, tv, coccole e chiacchiere, mangiare bere e fare i conti ( sempre con se stessi) . Ora che ci penso riesco a malapena a ricordare il tuo sorriso che magari  non sarà più  neanche lo stesso. Amarezza.

Allora provo con Claudiolabestia, di noi a fare quattro risate , la sua pseudo affascinante filosofia da malato terminale, sempre troppo malato e sempre troppo egoista per ricavarci un ricordo buono. Amarezza.

Allora  allungo  una mano e  ti trovo li, il pelo caldo e morbido e sempre pronto per le coccole . Non ho dubbi

Un cane e’ per sempre . 

Forse non lo sai ma pure questo e’ amore

E’ stato solo ieri che ho finalmente capito com’è un uomo innamorato.

Enrico e’ un mio amico, conosciuto da circa un anno . Non è stata simpatia a prima vista . Tutt”altro. Ma quando ho capito che era solo un animale ferito  e non un vero stronzo, allora si, siamo diventati buoni amici.

La sua storia sfigata era simile alla mia, anzi, alle mie, il solito dejavu , lei ( o lui) che fugge e te che resti li a cercare di comprendere quello che in realtà già sai : non ti si caga neanche di striscio

Per  l’ennesima volta, il buon Enrico l’ha ospitata accogliendola nella sua casa e in tutta la sua vita, coccolandola ed amandola nel l’unico modo che conosce , con i suoi occhi felici, un sorriso tenero e tutto l’amore umanamente possibile.

Lui sa che tra poco sarà tutto finito , che per lei non è altro che  un amico che aiuta un’amica . Ma resta. Sta li ed aspetta che accada il miracolo, quell’unico misero miracolo che attende da sempre : essere ricambiato , con gli occhi  felici ,un sorriso tenero e tutto l’amore umanamente possibile.

Hold on 

Non penso a niente . Ho seguito il consiglio del mio amico Andrea , bere fino a non sentire più le labbra. Almeno credo che lo abbia fatto. Ormai  lo sento solo nella mia testa, che mi parla, mi sussurra , lo faccio per non dimenticare il suono della sua voce. Come ogni tanto faccio con quella di mia madre.  

Faccio fatica a lasciare andare le persone che in qualche modo, volente o no , sono entrate nella mia vita . Non riesco a farle uscire. 

Succede solo con i più fortunati , i prescelti ad entrare nella mia cerchia ristrettissima di fantasmi. Alla fine scappano tutti, trattenerli e’ impossibile , perché io lo sono. Impossibile . Ingestibile. Insopportabile . 

Ma io li terrei tutti stretti vicino a me , sorridenti e felici , privilegiati solo per avermi . Vicino, accanto , anche lontano ma trattenermi così come io trattengo loro . Nella mia testa e tra le mie braccia . 

Life is life 

Oggi sono andata in ufficio senza calze, con un vestitino leggero e stivali  ( di Prada perché se vuoi fare la Troia la devi fare con classe) pronta per lui.

Avrei  solo dovuto sfilare il mio minuscolo perizoma et voila’. Scrivania, sedie , muri ,E invece niente , quando si ammala (accade troppo spesso ultimamente) non ce n’è .  

Perché sto raccontando così minuziosamente questa storiellina che a qualcuno sembrerà squallida ? Per ricordare prima a me stessa e poi agli altri che e’ tutto in un attimo.

Ricordi  , sorrisi, sguardi, voglie, scopate appassionate , ferme li, come polaroid nella memoria (che è meglio di qualsiasi assurdo selfie da telefonino) 

La malattia spezza in due ma non  vince e un attimo può valere una vita . 

Ma quando sei felice , facci caso (questa l’ho letta da quslche parte )

  

Parenti serpenti

Ognuno di noi ha una storia , una ragione per cui vivere e combattere, a parte la mera sopravvivenza . 

La morte mi ha insegnato la vita  e mi vergogno quasi ad ammettere che la mia vita e’ iniziata quando quella dei miei genitori e’ finita. 

Fino ad allora ero stata quella che loro si aspettavano che fossi , una santa figlia perfetta. Dopo, solo me stessa . 

Da principio fu solo una dimostrazione di forza, come se , da qualche parte in un qualsiasi universo parallelo , mia madre mi stesse osservando e giudicando. Volevo  solo fosse fiera di  me, riscattare quella patina di perenne sfigata incapace, che negli anni si era calcificata, fino a diventare granitica. 

Ora sono quasi come immagino di voler essere, una donna completa, piena di quelle paure che mi rendono straordinariamente umana

Manca solo una cosa : l’approvazione dei miei genitori 

Vita 

Ritornare alla routine mi allontana dagli sbagli.
Correre, ascoltare la mia musica, sentire il corpo non attraverso le mani di qualcuno ma come muscoli che lavorano, traguardi da raggiungere .
Finalmente viva . Di nuovo.
Alle spalle solo un ricordo , me, lui, sdraiati sul letto, uno sguardo rotto dalla sua insulsa domanda ” ti stai innamorando di me” , poi più nulla.
Ecco, per quell’ unico sguardo rifarei mille volte tutto quanto.

IL TROMBAMICO

Stasera il mio amico-stallone mi ha chiesto di uscire. Mi correggo, lui non chiede di uscire cioè passarmi a prendere in ufficio , cena e poi scopatona selvaggia, insomma tutto il repertorio. Assolutamente no. Lui chiama la sera prima, per chiedermi di andare a casa mia a scopare, cosi, senza vie di mezzo, dritto al punto. Non so quando e come è accaduto, quando è stato il momento in cui ho permesso alla disperazione di prendere il sopravvento sul rispetto.

Mi piaceva tutto di lui, credo ci fosse anche amore, viscerale, onesto, consapevole, maturo. Ad un tratto le sue sparizioni improvvise, la sua alienazione e l’essere trattata un po’ come la mignotta di turno, hanno fatto crescere in me la consapevolezza di non meritarmi altro o di non valere abbastanza. O  semplicemente ho preso quello che passava il convento,un trombamico senza impegno, uno che potesse scoparmi su una scrivania, nel bagno del mio ufficio ad ora di pranzo, una cosa cosi, fuggevole , leggera, disimpegnata

Nel frattempo sono trascorsi anni, credo siano ormai quattro e di trombate sulla scrivania e in bagno ce ne siamo fatte tante. Abbiamo provato a passare ad un livello superiore, concederci un letto, corpi nudi, mani e sesso serio, io a casa sua, lui a casa mia. Un disastro annunciato. Lui insofferente, la mattina alle sei era già schizzato via. Io a casa sua, fuggii dopo che lui ebbe uno scatto d’ira. Dopo quell’episodio decisi di metterci su definitivamente un enorme macigno, continuare cosi era praticamente impossibile. E adesso? Adesso sono consapevole dei limiti che la situazione comporta, consapevole che fuori da questo ufficio noi non esistiamo.

 

Come scrivere cazzate di domenica mattina e vivere sereni

L’ho cancellato. Il post. All’improvviso mi è sembrato stupido e senza senso. Nessuno merita tutta questa inutile verità . Perché si, la verità e’ davvero inutile quando non puoi mutare il corso degli eventi .

E’ trascorso un anno ormai. E non tornerei indietro, neanche per un solo secondo all’ultima volta che l’ho baciato li, sulla porta, prima di andare via. Poi mi ha cancellato, esattamente come la sua ex aveva fatto con lui. E ha fatto bene.

Sono eccessiva , maleducata , accentratrice ed iperprotettiva . Forse tutti quelli che hanno ricevuto poco amore  sono così. Ne sono affamati.  Come me. O come lui. Ma questa e’ un’altra storia.

Elucubrazioni di un pomeriggio qualsiasi

Non ho tue notizie da un bel po’ e, devo dire, non me ne frega niente.

Il nostro comune amico che vedo solo quando deve lamentarsi  per il lavoro che non gira, i soldi che mi deve e bla bla, mi ha accennato qualcosa riguardo la tua (sembrerebbe) riuscita psicoterapia ed il tuo costante stato di incoscienza dovuto all’abuso incontrollabile di qualsiasi cosa abbia almeno più di quindici gradi.Al di sotto sarebbe acqua (questa sconosciuta)

Mix perfetto, se si considerano anche gli psicofarmaci che prendi per, nell’ordine: alzarti dal letto,guardarti allo specchio senza provare schifo, lavorare, sorridere alle battute idiote dei tuoi amici e, se ti riesce, godere (da solo o con una donna fa lo stesso)

Quando basterebbe soltanto ammettere, prima a te stesso e poi al tuo psicoterapeuta, che tua madre ti ha rovinato la vita ed è per questo motivo che sei una merda con ogni donna che incontri e con la quale ti leghi in maniera malata e morbosa.

Ecco fatto. Ed ora scolati un’altra birra.

 

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