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ESTIKAZZI

Chiusa una porta, murala

Mese

maggio 2012

Yes I Am

Vorrei mi parlassi. Di me stavolta.

Partendo dall’inizio, scorrendo la mia vita. Descrivendomi minuziosamente, raccontando me stessa attraverso di Te, i Tuoi occhi, i Tuoi pensieri.

Chi ero, chi sono ora.

No, niente cose piacevoli e amorevoli.

Vorrei mi parlassi delle crepe,dei ristagni, delle infiltrazioni

Cosi, semplicemente guardandomi negli occhi.

Senza ipocrisie, come se chiacchierassi con Te stesso e io non fossi ad ascoltarTi

No, non parlerei, non direi una sola parola.

Ho parlato cosi tanto con me stessa da arrivare a confondermi.

Parlami di me

Sono una principessa

Sono una principessa.

Una principessa si riconosce dalle sue parole mai banali,

dalle sue mani,almeno quattro

dai suoi pensieri, sconclusionati per altri, perfetti per se

dalla sua parte raziocinante, in continua lotta con quella emotiva.

Un meticcio insomma, un contrasto perenne

affascinante, a volte, ma con troppe complicazioni caratteriali

Il suo è un potenziale che si percepisce ma che potrebbe non schiudersi mai e rimanere ‘un potenziale’ a vita.

E’ difficile da spiegare ma lei lo avverte, lo  riconosce quando  incontra un essere simile.

Stessa razza.

Dopo tanto tempo e tante inutili elucubrazioni mentali ha finalmente capito che può essere coinvolta solo da un’intensità emotiva simile alla sua.

Ma non basta.

Deve avere, nel contempo una mente e un’anima in grado di reggere il confronto con questa intensità.

Aver focalizzato questo assurdo concetto mi ha finalmente fatto capire come mai mi innamoro prima della mente e dell’anima di un uomo, poi del suo cuore e infine del corpo.

Insomma dopo questo sconclusionato post avrei una richiesta:

Tu Dio o chi per Te, donami la pace. In tutti i sensi

Ma si sente il vuoto della Sua presenza

pensieri inutili

Lo so. So di essere una donna fortunata. E per questo ringrazio.

Ringrazio infinitamente e senza ritegno chiunque contribuisca a rendere reale il tanto o  poco che mi circonda

E allora mi rigiro nei pensieri, quelli che sfortunatamente non mancano mai e ne elaboro uno dei miei.Paranoia pura

Penso a quanto sia bello dare, dare senza riserve, senza quindi aspettarmi nulla in cambio. Quante volte l’ho fatto.E quante volte ho sentito dentro questa sana (o insana) sensazione di benessere diffuso, quasi fossi sul punto di ricevere le sacrosante stimmate.Già

Ma a questo punto non sarebbe anche il caso di reintegrare con un pò di ricevere?

Un’attenzione,una carezza,un abbraccio, un qualcosa insomma che mi faccia sentire importante, desiderata, apprezzata, un gesto che mi faccia capire che vale la pena di tener duro in questi (rari) momenti di sconforto, aspettando un miracolo che forse è solo nella mia testa.O nel mio cuore.

Ma si sa, bisogna essere in due per credere in qualcosa se vuoi che quel qualcosa abbia un senso, altrimenti è solo un’ossessione

Ed io ad ossessioni avrei già dato.

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