Sono una principessa.

Una principessa si riconosce dalle sue parole mai banali,

dalle sue mani,almeno quattro

dai suoi pensieri, sconclusionati per altri, perfetti per se

dalla sua parte raziocinante, in continua lotta con quella emotiva.

Un meticcio insomma, un contrasto perenne

affascinante, a volte, ma con troppe complicazioni caratteriali

Il suo è un potenziale che si percepisce ma che potrebbe non schiudersi mai e rimanere ‘un potenziale’ a vita.

E’ difficile da spiegare ma lei lo avverte, lo  riconosce quando  incontra un essere simile.

Stessa razza.

Dopo tanto tempo e tante inutili elucubrazioni mentali ha finalmente capito che può essere coinvolta solo da un’intensità emotiva simile alla sua.

Ma non basta.

Deve avere, nel contempo una mente e un’anima in grado di reggere il confronto con questa intensità.

Aver focalizzato questo assurdo concetto mi ha finalmente fatto capire come mai mi innamoro prima della mente e dell’anima di un uomo, poi del suo cuore e infine del corpo.

Insomma dopo questo sconclusionato post avrei una richiesta:

Tu Dio o chi per Te, donami la pace. In tutti i sensi

Ma si sente il vuoto della Sua presenza