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ESTIKAZZI

Chiusa una porta, murala

Mese

marzo 2013

Workinprogress

Ci ho provato, ci provo e sicuramente ci proverò ancora. A non odiarlo.

Perche e’ cosi .Lo odio.

Odio il modo in cui mi fa sentire: una mosca in un barattolo. E lui li a godersi lo spettacolo

Gli ho permesso di rendermi una nullità ed ogni giorno in questi venti lunghi anni, e’ stato speso per dimostrare a me stessa che si sbagliava.A me stessa, ma  non a lui.

Un lento, inesorabile stillicidiio. Che lo ha reso piú forte ogni volta che ho chiesto il suo aiuto.

Ma lui  e’ tutto quello che mi rimane, la mia famiglia, padre, fratello, sostegno in caso di rovinosa caduta. Tutto tranne compagno. O amante.

Dopo di lui e intorno a me, il vuoto pneumatico. E drammatico.

Quel vuoto che si prova chiudendo gli occhi e immaginandosi soli al mondo. Li si riapre e lo si e’ davvero.

La separazione legale e’ stato solo il primo passo.

Un inevitabile distacco mentale e’ sicuramente un buon inizio.

La mia cuccia, un buon rifugio.

Il resto, magari, verra’

WISHES

Cos’e? E’ che prendere calci in faccia non e’ piacevole. 

Il volto e’ tumefatto ma lo specchio che  mostra i lividi lo porto in borsa per essere sicura di vederlI solo io.

Non so se sia spavalderia, sfrontatezza, strafottenza o tutte queste cose messe assieme. 

So solo che il trucco c’é ma non si vede. Purché il fondotinta sia coprente. 

 

 

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