Non è un post scritto alle sei del mattino del  venticinque  di dicembre, giorno di Natale.

E’ un post sull’amicizia, quella vera, che passa il  tempo e non scalfisce. non intacca, non sfiora neanche un briciolo di quello che eravamo, che siamo e che spero saremo sempre: unici

Ieri dopo mesi di silenzio, la Sua telefonata, mentre ero in cucina con una mano nella pastella  presa dalla Ravaioli su Gambero Rosso Channel ed una a spaccare l’astice per le famose linguine della Zia Ciccio

E’ stato inaspettato e sorprendente. Proprio  quel giorno, proprio in quel preciso momento.

Poche parole, ma anche quattro sillabe, non avrebbero fatto alcuna differenza. Mi è bastato sentirlo sorridere

Poi ha scritto “sei felice?” . Gli ho risposto che si, lo ero ora, con la mia cuccia finalmente finita, tinteggiata, arredata quasi completamente.

Ma non gli ho parlato del  mio mitico stereo vintage, sistemato esattamente dove lo avevo sempre immaginato e dei poster trafugati e sostituiti con altri nel cuore della notte nel corridoio di un albergo di  Milano, solo perchè c’era scritto il suo nome: “Andy”

Aspetto di mostrargli tutto io, un giorno per abbracciarlo e ringraziarlo per avermi salvato la vita.

Allora si, sarà Natale,

 

La tempura della Ravaioli comunque è davvero mitica