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ESTIKAZZI

Chiusa una porta, murala

Mese

marzo 2014

Me

Svegliata all’alba
Penna rosa e il primo pezzo di carta capitato sul comodino. Niente pc. Chissà se sarà mai una mail .
Inizia altro giorno fatto di lavoro e doveri da assolvere. Io un perfetto soldatino.
Tutti contano su di me. Io un po’ meno ma la finzione mi riesce benissimo.
Anni ed anni di allenamento , solitudine e qualche psicofarmaco per reggere lo stress.
Penso cosa possa rendermi un po’ felice in questa vita dimmerda
A parte dare un bacio leggero alla mia piccola donna mentre dorme serena
Immaginare di aprire gli occhi, e ancora assonnata, guardarti, sorriderti mentre ti accarezzo la testa pelata (prima quella che sta sul collo) e smetterla per un attimo di torturarmi.
Chiudere gli occhi per assaporarne il solo pensiero
La felicità e’ fatta davvero di piccole cose

Non si può mai essere ciò che non si è .
Ha ragione Erre.
Ci ho provato , un sacco di volte . Ad essere una vera stronza insensibile.
Alla fine non ho retto ed ho mollato . Poi l’ho visto, il plotone d’esecuzione.
Sembra che fosse li da sempre
I vestiti giusti, i sorrisi anche . Amici , amanti. Tutti li .
Con un solo gesto l’abito e’ cambiato, sono comparsi i fucili.
Mi hanno ferito , certo ma per farmi fuori ci vuole ben altro
Ora mi sto curando . Alla solita maniera . Corsa , lavoro e solitudine.
Poi non dovro’ far altro che riprendere da dove avevo mollato.
Perché non si può mai essere ciò che si è

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