Basterà fare ammenda ed autoflagellarsi con un gatto a nove code?
Basterà essere additata e derisa nella pubblica piazza con una lettera scarlatta cucita sul petto?
Basterà essere allontanata come un’appestata dai miei due unici veri amici?
Sono io, la maestra della dissimulazione, la donna che gioca, che ammicca, che affascina e ammalia.Chiunque.
Un ruolo fatto apposta per me.
Sono quella che le amiche evitano come la peste, a meno che non siano più giovani, più carine e più zoccole di me.
E ieri sera c’era lei, dolce tenera e fragile come un capello. E io la adoro.
E poi Lui, il mio specchio, colui al quale non potrei mai mentire neanche volendo. Noi tre, pronti a raggirare l’idiota di turno.
Non avrei mai voluto farle del male ma l’ho fatto, presa com’ero dall’alcool e dalle parole dell’ennesimo idiota. Che era li solo per lei. Secondo i piani.
Io sicura e spavalda nel mio appartamentino in centro, giocavo a fare la figa, potente e irragiungibile.
Io e il mio lavoro, la mia bella casa, il mio fisico ed il viso che non tradisce l’età che ormai c’è.
Lui mi ha fatto scendere nell’arena, ascoltando ogni parola scambiata con l’idiota. Nessuna complicita’. Osservando come la situazione si stesse srotolando sotto gli occhi di tutti.
Il tappeto era pronto, le luci anche. Io ero la padrona. Di casa e di tutto il resto.
L’idiota inconsapevole dopo un pò si è congedato. Lei spiazzata ha capito. Lui mi ha distrutto.
Io sola.