L’ho fatto. Ho appena consumato un rapporto squallido, squallido ed inutile.

Non volevo andasse cosi, ho tenuto le opportune distanze, lui ,le sue mani, i suoi tentativi di avvicinare le sue labbra alle mie.

Fastidio fisico.

Ma lui insisteva, desiderava avere la conferma che fosse ancora lui lo stallone, che le malattie, gli anni e tutto il resto non fossero altro che situazioni passeggere.

E per certi versi lo sono. Situazioni passeggere. Tranne le delusioni. Quelle cocenti, quelle stupide e banali che tirano fuori la merda che è in te. E dentro di lui ce n’è. Tanta.

Per levarmelo velocemente dalle scatole gli ho concesso tre minuti. Dopo sarebbe dovuto andare via. E cosi è stato. Una liberazione, senso di amara leggerezza.

Non so se la componente “amore” sia rilevante , se sia davvero quella la molla che fa scattare un clic nel  cervello e modificare un rapporto da sessuale a sentimentale

A me basta un buona dose di stima, empatia, un riconoscersi nell’altro. Per me oggi solo amarezza
Chi si contenta non gode, fallisce.