Cerca

ESTIKAZZI

Chiusa una porta, murala

Mese

settembre 2016

Lettera ad un amico 

Ciao Andy, stanotte ti ho sognato. Ed è la prima volta che mi succede dopo più di due anni di alienazione.

Eravamo insieme in una stanza , tu sdraiato sul divano ed io un po’ più in là su una specie di pouf, abbastanza grande da permettermi di stare a pancia in giù e darti le spalle , le gambe piegate ed il braccio destro allungato , quasi a toccare la tua mano . Quasi perché mancavano pochi centimetri affinché potessimo solo sfiorarci . Non ti guardavo perché ero di spalle ed entrambi osservavamo un trasloco, un camion che caricava delle robe.

Non ho capito  il senso del sogno, forse rappresenta il mio stato d’animo, i problemi sul lavoro , il bisogno di parlarti , raccontarti di me, quella che ero , che sono diventata . Che il tempo e le situazioni cambiano, che la sicurezza che avevo inizia a vacillare, che i progetti che ho fatto non erano altro che sogni e che i sogni possono anche sgretolarsi senza che possa farci niente. Quindi ho fallito . E il fallimento fa male, genera tutta una miriade di pensieri che mi si ritorcono contro come un boomerang.

E allora eccomi qui alle 6.30 del mattino a scrivere ad un amico che probabilmente non leggerà mai neanche una riga di questa roba, che non vedo e non sento da più di due anni ma che mi salvo’ la vita oltre dieci anni fa , credendo in me più di quanto abbia mai fatto io con me stessa. E per questo lo ringrazio . Un amico è  per sempre (nei sogni)

Annunci

Quandosifalaguerra

Ci ho fatto l’abitudine. Alle fregature, ai tradimenti. E alla mia inesauribile coglioneria. E non sto parlando di amore, di uomini, donne o amicizie . Parlo di me stessa. Di quella persona che, almeno negli affari, credeva di essere una sveglia. Perchè lavoro tanto, osservo, leggo tra le righe, sento quando c’è qualcosa che non va. Istinto.

Stavolta mi sono fidata.  O meglio, ho voluto fidarmi della persona che avrebbe dovuto curare i miei interessi, non i suoi. E invece eccomi qua. Il nemico è entrato dalla porta principale perchè quella maledetta porta gliel’ho spalancata io, mostrandogli tutto, scegliendolo in mezzo a tanti. Proprio lui, il più esperto, quello che nuota in questo mare da sempre. Da molto più tempo di me. Appunto. Uno squalo che sbrana un pesce rosso.Tanto per placare la mia rabbia repressa, me la sono presa con il suo suv da ottantamila euro, che per lui saranno pure spicci (parafrasando una parola che a quella merda piace tanto)

Ed ora non mi resta che vendere cara la pelle. E quella di un pesce rosso è indigesta.

 

 

Quandoascoltoicoldplay

Le emozioni vanno condivise . Nel bene e nel male. Dopo avergli vomitato addosso di tutto e dopo del buon sesso liberatorio , ieri sera ho finalmente  vuotato il sacco,  scrivendogli semplicemente ” amore mio “. (Parola pesante che giuro non avrei mai  più il coraggio di ripetere)

Sarà stato il momento del coglione o una forma ancestrale di sincerità sepolta chissà dove  , non so , ma sentivo di volerlo fare . E l’ho fatto

Pentita ? Affatto. Non bisognerebbe mai tenersi dentro le emozioni, hanno un’energia esplosiva ed io stavo implodendo come uno stupido petardo scaduto dal capodanno di due anni fa.  Quello in cui non ero nella lista degli invitati ma in quella degli indesiderati.

Sono ormai trascorsi due anni ma sembrano venti. Nessun rimpianto, nessuna amarezza.

Capita  ormai di rado di posare i  miei pensieri su di lui, su di noi, la nostra granitica amicizia che forse cosi granitica poi non era. O forse sì, chi può dirlo? La nostra coscienza forse .

La mia non ne ha avuto mai il minimo dubbio .

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑