Ciao Andy, stanotte ti ho sognato. Ed è la prima volta che mi succede dopo più di due anni di alienazione.

Eravamo insieme in una stanza , tu sdraiato sul divano ed io un po’ più in là su una specie di pouf, abbastanza grande da permettermi di stare a pancia in giù e darti le spalle , le gambe piegate ed il braccio destro allungato , quasi a toccare la tua mano . Quasi perché mancavano pochi centimetri affinché potessimo solo sfiorarci . Non ti guardavo perché ero di spalle ed entrambi osservavamo un trasloco, un camion che caricava delle robe.

Non ho capito  il senso del sogno, forse rappresenta il mio stato d’animo, i problemi sul lavoro , il bisogno di parlarti , raccontarti di me, quella che ero , che sono diventata . Che il tempo e le situazioni cambiano, che la sicurezza che avevo inizia a vacillare, che i progetti che ho fatto non erano altro che sogni e che i sogni possono anche sgretolarsi senza che possa farci niente. Quindi ho fallito . E il fallimento fa male, genera tutta una miriade di pensieri che mi si ritorcono contro come un boomerang.

E allora eccomi qui alle 6.30 del mattino a scrivere ad un amico che probabilmente non leggerà mai neanche una riga di questa roba, che non vedo e non sento da più di due anni ma che mi salvo’ la vita oltre dieci anni fa , credendo in me più di quanto abbia mai fatto io con me stessa. E per questo lo ringrazio . Un amico è  per sempre (nei sogni)

(Ed ora che magari ti faccio pena, non fare che mi scrivi)