Gli avevo scritto “amore mio”. Stupidamente presa da un’insana momentanea passione. E questa cosa accadeva circa un mese fa o giù di li. Da allora di noi più nulla. O quasi. Qualche messaggio scontato, telefonate mancate, appuntamenti disattesi  volutamente o no. Di base, il mio desiderio di mollare questa indefinibile cosa, spezzare quel filo sottilissimo che in uno strano modo, ci lega ancora.

Non si può scrivere “amore mio” ad una persona con la quale si condividono a stento un paio d’ore in un’intera settimana. Non si può, è da idioti, da disperati, o da me. Da quelli che aspettano una qualsiasi dimostrazione d’affetto da chi ha capito che dietro questa qui, ci sono io.

Poi, il messaggio-bomba: proviamo a vivere insieme per una settimana?

La cazzata del secolo o la consapevolezza che di quel filo ormai non è rimasto che un misero brandello al quale vuole aggrapparsi a forza. Io no.