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ESTIKAZZI

Chiusa una porta, murala

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Prova a crederci

Post vecchio mai pubblicato. Preistoria. (La storia insegna che la storia non insegna nulla ergo faccio sempre le solite cazzate)

Ci ho provato. Forse non abbastanza, forse con la consapevolezza che i nostri mondi  ben distinti ed opportunamente separati, bastassero a creare una faglia insormontabile .

E’ nel suo modo preciso ed attento, il suo analizzare ogni punto, virgola e concetto pensato ma non ancora espresso, la sua convinzione di capire me più di me stessa ed avere la soluzione pronta in tasca.

Per un’ora o due ci ho creduto. Davvero . Spento  ogni cellula cerebrale, mi sono lasciata andare, coccolata ed accudita dalle mie mani nelle sue , dagli sguardi e da ogni genere di accudimento possibile a me completamente sconosciuto che mi ha portato su quel pianeta chiamato dai più  ” amore ” .

Chissà se il tuo mignolo alzato ed il mio intercalare da scaricatore di porto , avrebbero mai potuto trovare un posto in questo mondo dove non esiste l’io e te ma il noi, voi, loro .

Tutta colpa di Freud e dei suoi sordidi inganni.

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Mancanze

Riesco a non pensarci, riesco anche a conviverci discretamente. E’ finita.

Finito cosa? Me l’hai scritto tu poco prima di  Natale. Una pugnalata. Sei anni di nulla.

La delusione e la successiva consapevolezza donano pace, rassegnazione, quieta serenità. Ed io ci sto dentro.

Tutto passa, tutto si trasforma ed anche il mio amore (parola che temo di più in assoluto) si è trasformato in una specie di serbatoio imbevuto di ricordi.

Lo ammetto, ho passato giorni di merda, immersa in una specie di limbo incomprensibile nel quale ho deciso, mai più  sarei ripiombata. Ma ne sto uscendo solo aggrappandomi alla convinzione di non essere io quella sbagliata, ma un’altra ad essere quella giusta.

Non eravamo speciali, nessuno in fondo lo è, fino a quando senti che qualcosa dentro manca. Per me sei tu. Per te non sarò mai io.

SWEET FIFTIES

Ho appena superato indenne i cinquanta senza clamori, festeggiamenti, regali, proprio come volevo (tranne per l’ultima, giuro da lui non me l’aspettavo)

Non è cambiato ovviamente nulla, tranne una discreta dose di egoismo autoimposto quindi probabilmente neanche troppo credibile (prima da me e poi dalle mie fortunate vittime * leggasi amici )

A questo punto della mia vita dove il giro di boa ormai è doppiato da un pezzo, attendo solo le ultime piccole soddisfazioni che la vita deciderà di regalarmi:  la morte del mio vicino di ufficio che si è piazzato di fianco a me solo per rompermi il cazzo, del vicino di casa che usa il mio terrazzo per scaricare  l’acqua della sua lavatrice, del mio socio che non vuol saperne di cedermi la sua quota, dell’ ex dipendente che mi ha rubato denaro e fiducia, della troia con cui lui si scrive e (probabilmente) frequenta.

Fare lo struzzo e ricambiare amorevolmente tutte queste meravigliose merdate che il prossimo mi elargisce è edificante. Edificante per ennesimo muro di cemento.

 

 

COSA FARESTI SE NON AVESSI PAURA?

Mi sono genuflessa, nel vero senso della parola, solo per paura.

Paura di restare sola, paura di non essere in grado di gestire la mia vita, paura della solitudine, in una parola, paura di vivere la vita. La mia.

Ora conosco perfettamente le sue modalità, i suoi giochini sui social, il suo essere uomo libero e benestante con tanto di piscina e barca, il suo volersi riscattare da una vita da marito, padre, uomo di comando, uomo frustrato ed intimidito.

Litigare ormai è l’abitudine. Sentirmi dire cose orribili anche. Scrivergli mail tenere e sentirmi dire che è solo l’ennesimo pippone è triste.

Perchè ormai è finita da tanto ma non voglio accettarlo.

Cosa resta di questa lunga storia ? Quieta rassegnazione e ad ognuno i suoi spazi: i suoi ovunque, il mio ancora non lo so.

 

 

 

VERITA’

La verità è che siamo affetti dalla stessa malattia , questo enorme , buio ed angusto baratro di paura e senso di solitudine che ci paralizza. Verso gli esseri umani , verso la vita.
Esisterà  un punto in cui ci si ferma e si risale ?
Quando inizieremo a stare bene da soli senza per forza una birra in una mano ed un telefono nell’altra .

Inviato da iMary

Cuore, amore,coglione

cuore

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.

Che non è una cosa cosi, tanto per dire.

Finalmente ho deciso di smetterla di farmi fare del male, tanto per reiterare nel loop infernale del gioco al massacro. Spero duri in eterno questa potente sensazione di dominare la mia mente più di quanto riesca a dominare il mio cuore.

E dirti finalmente che mi hai proprio rotto i coglioni.

 

Quandosifasera

Ripetere ogni volta lo stesso identico copione. Dimostrare a me stessa che si, farmi volere un po’ bene è davvero un’impresa impossibile .

Entrare  li, nel mio confortevole circolo vizioso, lanciarmi all’interno e lasciarmi sbranare, consumare piano piano dagli eventi, dalle delusioni.

Alla fine accade sempre. Che a travolgermi sia quello stesso gioco, quello della verità sbattuta in faccia come uno schiaffo , quella verità che non è bastata a distruggermi la prima volta. No. Ne serve una seconda. E poi una terza.  Quella verità che mi dimostri che è vero, che a cancellarmi basta un attimo, che non sono poi cosi speciale , una  da abbracciare, ascoltare, coccolare e tenere, trattenere. Una da amare

Perchè sicuramente non ne valgo mai la pena.

E non basta sentirsi dire che no, non gli va di aspettarmi neanche una volta  per andare via insieme,  ma che sarebbe bello se gli procurassi il numero della gelataia che lo attizza. Ecco.

Questo basta .

 

ICE CREAM TIME

1 BARATTOLO DA 500 GRAMMI DI HÄAGEN-DAZS (MIDNIGHT COOKIES AND CREAM) 

Se la felicità avesse un sapore sarebbe questo . Ed una luna piena che si rispecchia  nel fiume . 

Non potevamo essere che qualche momento di beatitudine. Di più sarebbe stata follia pura. O un sei al Superenalotto con  la stessa percentuale di riuscita . 

Il tempismo è tutto nella vita, e fermarsi al momento giusto, la salva. 

Una domenica qualunque 

Il tempo si è fermato all’ultimo sguardo , all’ultimo tocco della tua mano sulla mia, alla luna piena che si rispecchiava su quel fiume così vicino da poterlo toccare e così lento  da sentirlo scorrere. All’ultima telefonata . All’ultima foto , quella in cui non c’ero io.

Farò tutto quello che devo , prima di spegnere la luce e ringraziarti per ogni secondo trascorso insieme,  per ogni sorriso, ogni pensiero condiviso ed ogni  chilometro percorso per compiere la cosa che più di ogni altra ti si addice : dignitas.

 

Inviato da iMary

 

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